Il Misolidio nel Blues
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Misolidio nel Blues: Come Renderlo Davvero Blues in 3 Punti
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Il misolidio è uno degli argomenti più insidiosi per chi studia il blues alla chitarra. Prima o poi ci si scontra con questa domanda: il misolidio funziona nel blues? Mi dà quella sensazione blues che cerco?
La risposta onesta è: no, non automaticamente. Il misolidio suonato così com'è su un accordo di settima produce qualcosa di musicalmente interessante — melodico, persino folk — ma non è blues nel senso tradizionale e riconoscibile del termine.
Allora come fanno i chitarristi blues a usarlo davvero? Vediamolo in tre punti.
Prima di Tutto: Cos'è il Misolidio
Il misolidio è il quinto modo della scala maggiore. È identico alla scala maggiore (modo ionico) in tutto, tranne per una nota: al posto della settima maggiore ha la settima minore.
Quella settima minore non è un dettaglio secondario — è l'unica nota davvero blues dell'intera scala. Il blues è costruito sull'accordo di settima, e la settima minore è la nota che matcha in modo esclusivo e forte con quella struttura armonica. Tutte le altre note del misolidio — tonica, terza, quinta — suonano bene sull'accordo, ma non suonano blues.
Quando suoniamo misolidio senza tenere la settima al centro del fraseggio, otteniamo una scala che funziona armonicamente ma non funziona stilisticamente. Suona bene, ma non suona blues.
Tenuto questo a mente, ecco i tre elementi che trasformano il misolidio in qualcosa di davvero bluesy.
1. La Terza Blues
Il primo chitarrista che vale la pena studiare per capire come rendere blues il misolidio è Chuck Berry. Prima di Hendrix, prima del grande rock inglese degli anni '60, Berry stava già suonando il misolidio in un contesto rock and roll — che di fatto era un contesto blues — e riusciva a dargli un sapore inconfondibile.
Il segreto? Lo si sente chiarissimamente nell'intro di Johnny B. Goode: Chuck Berry usa il misolidio ma inserisce costantemente la terza blues.
La terza blues è quel passaggio tra la terza minore e la terza maggiore — in La, tra Do naturale e Do# — che è uno degli elementi fondamentali del linguaggio blues. Berry la suona quasi ogni volta che si trova in quella zona della scala: Do, Do#, risoluzione sulla tonica. Un gesto piccolo, preciso, onnipresente nel suo fraseggio.
Quel gesto è il ponte tra il misolidio e il blues. Senza la terza blues, il misolidio rimane una scala modale. Con la terza blues, diventa un linguaggio.
Da ricordare: la terza blues non è una nota fissa — è un gesto. È il passaggio dalla terza minore verso la terza maggiore, tirata o suonata in hammer-on. È tensione che risolve, ed è blues.
2. La Settima al Centro del Fraseggio
Come detto, la settima minore è l'unica nota davvero blues del misolidio. Questo significa che deve stare al centro della nostra attenzione quando improvvisiamo.
Se costruiamo le nostre frasi intorno alla tonica, alla terza o alla quinta, suoneremo correttamente ma non suoneremo blues. Se invece mettiamo la settima come punto di arrivo, di partenza o di passaggio privilegiato delle frasi, il fraseggio cambia carattere immediatamente.
Combinare la settima con la terza blues produce effetti particolarmente interessanti: si creano intervalli — come la sesta tra la settima e la terza blues — che nella pentatonica tendiamo a saltare, e che aprono il fraseggio verso direzioni nuove. Il misolidio smette di essere "una pentatonica con più note" e diventa uno strumento espressivo con una propria identità.
3. I Cromatismi
Il terzo elemento che rende blues il misolidio sono i cromatismi: note prese dalla scala cromatica, fuori dalla scala di riferimento, usate come note di colore e di connessione tra i gradi della scala.
Alcuni esempi pratici sul misolidio di La:
- Tra il sesto grado (Fa#) e il settimo (Sol), si può inserire un Fa# → Sol con una nota cromatica di passaggio — un gesto che dà subito una sensazione blues riconoscibile.
- Tra la terza maggiore (Do#) e la quinta (Mi), si può passare per la quinta bemolle (Re) — la blue note — che lega i due gradi in modo caratteristico.
I cromatismi funzionano meglio quando:
- La nota di partenza è una nota della scala
- La nota di arrivo è una nota forte dell'accordo (tonica, terza, quinta o settima)
- Le note intermedie sono cromatiche
Quando i cromatismi approdano su una nota forte dell'accordo, la tensione si risolve in modo particolarmente efficace. È una delle basi del linguaggio bebop — usare i cromatismi come approcci alle note dell'arpeggio — e funziona benissimo anche in un contesto blues.
Come Mettere Tutto Insieme
I tre elementi lavorano in modo coordinato:
| Elemento | Funzione nel fraseggio |
|---|---|
| Terza blues | Aggancia il misolidio al linguaggio blues tradizionale |
| Settima | Porta il centro tonale sull'accordo di settima — l'armonia del blues |
| Cromatismi | Aggiungono colore, tensione e connessione tra le note |
Padroneggiarli insieme richiede lavoro. Non si tratta di imparare una scala nuova, ma di cambiare il modo in cui si pensa al fraseggio — dalla scala come percorso lineare all'accordo come insieme di note forti da illuminare con gesti specifici.
Il risultato vale lo sforzo: il linguaggio si apre verso direzioni che con la sola pentatonica non si raggiungono mai.
Una Precisazione Importante
Tutto quello che abbiamo visto fin qui si riferisce all'utilizzo del misolidio su un singolo accordo. Quando lo si porta su un blues completo — con tutti e tre i gradi e i rispettivi cambi — la faccenda si complica: bisogna usare il misolidio appropriato per ciascun accordo, il che richiede un lavoro ulteriore di preparazione armonica.
Quello è il passo successivo, e sarà oggetto di un articolo dedicato.
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